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75 km dal confine.
Opatija, protetta dal monte Ucka, che le fornisce un riparo naturale, vanta una tradizione turistica secolare. Nel lontano 1844 il patrizio fiumano Ignazio Scarpa si fece costruire la sua villa Angiolina tra boschetti di querce e piante d'alloro.
Da allora vi hanno soggiornato famiglie reali e personaggi importanti divenendo un centro turistico invernale di cure balneari e ritrovo mondano dell'Europa centrale.
La temperatura mite favorisce la crescita di varie specie di piante subtropicali come camelie, magnolie, palme, bambù ecc.
La fama di Opatija dura fino ai giorni d'oggi con una tradizione costante di turismo balneare unita a tutti i tipi di divertimento: feste paesane, regate, festival musicali, concerti e .immancabile il Casinò! La cucina, con influenze italiane e austriache, è famosa per la "buzzarra" e il "brodetto", i "fuzi" con lo "squazzetto" e, naturalmente, il prosciutto crudo istriano. I primi prevedono spesso brodo e minestrone, i secondi carne in umido e molte verdure alla griglia o al naturale. |